Le Suore Figlie di Sant’Anna lasciano il paese dopo più di 50 anni, appello del sindaco: ”Restate”

Le Suore Figlie di Sant’Anna lasciano il paese dopo più di 50 anni, in paese la notizia ha lasciato i fedeli senza parole. Prima erano una decina, poi sono andate via le sorelle storiche, suor Gesuina, la sua omonima e suor Maria Eletta, adesso anche suor Ercolina e suor Lilli sono pronte a trasferirsi, ancora non si sa dove. C’è crisi di vocazioni e c’è bisogno del loro impegno altrove, forse a Palermo. Il sindaco di Cattolica Eraclea Santino Borsellino, facendosi interprete della popolazione, ha scritto una lettera aperta per rivolgere un appello alla madre superiora della Congregazione delle Suore Figlie di Sant’Anna.

“Reverendissime madri, eccellenza reverendissima. Quello che mi muove a scrivervi è l’avere appreso che a breve le Suore Figlie di Sant’Anna lasceranno il nostro paese. Essere venuti a conoscenza di tale notizia – ha scritto il primo cittadino – ha lasciato sgomenta l’intera comunità e me per primo. Le suore, presenti in paese ininterrottamente da circa cinquant’anni, fanno parte di noi e della nostra vita. E’ indescrivibile – ha sottolineato – il bene che esse rappresentano e fanno per il paese ed anche l’amministrazione comunale che rappresento, quando ha temuto di perderle a seguito del crollo della chiesa Madre, si è prodigata in ogni modo perché rimanessero”.

Torna alla memoria la mattina dell’11 dicembre 2003, quando si sfiorò la tragedia a Cattolica Eraclea per il crollo la cupola della chiesa Madre. Tonnellate di detriti caddero all’interno della chiesa, generando all’esterno una nuvola di polvere alta decine di metri. Le Suore delle Figlie di Sant’ Anna, terrorizzate dal boato e dal crollo, si rinchiusero nelle loro stanze. Le salvò il comandante dei vigili urbani, Pasquale Campisi, che abita proprio nei pressi della chiesa e fu tra i primi a giungere sul posto. Campisi portò in spalla una religiosa poliomielitica, alle altre pensarono i soccorritori giunti dopo sul posto. Le Suore delle Figlie di Sant’ Anna stavano per lasciare il paese perché rimaste senza la storica abitazione della chiesa Madre, ma il comune trovò per loro una sistemazione. Dieci anni dopo una nuova casa in un bene confiscato alla mafia.

“Nel 2013, inoltre, il comune consegnò alle suore una casa dove vivere, pregare e svolgere il proprio ministero con serenità”, ha ricordato il sindaco Borsellino facendo riferimento alla casa confiscata alla mafia, ristrutturata dal comune e diventata l’abitazione alle suore. Un altro appartamento nello stesso stabile di via Enna è stato adibito ad alloggio per l’arciprete con una sala per le riunioni parrocchiali. “Dopo aver consegnato il piano terra dell’immobile confiscato in via Enna alle suore di Sant’Anna, abbiamo assegnato con bando pubblico, il primo piano alla parrocchia del Santo Spirito. E’ nostra intenzione – disse l’allora sindaco Nicolò Termine il 10 aprile 2015 durante la consegna – assegnare altri beni, certi di mandare così un messaggio importante di sensibilizzazione sul tema della legalità alle giovani  generazioni e non solo, nel ricordo di chi ha pagato con vita l’impegno contro la mafia rendendo oggi tutto questo possibile”. “Il riutilizzo dei beni confiscati ha un importante valore di riscatto morale e sociale”, commentò l’arciprete don Nino Giarraputo che anche lui, come le suore, adesso si appresta a lasciare il paese dopo tanti anni, per andare a Santa Margherita Belìce nelle parrocchie del Santissimo Rosario e di Sant’Antonio Abate.

A Cattolica Eraclea, il nuovo arciprete sarà don Giuseppe Pace, al suo fianco ci sarà sempre don Giuseppe Miliziano, della parrocchia di Sant’Antonio Abate, ma non potrà avere la collaborazione delle suore che da una cinquantina di anni presenti sul territorio. Uno dei servizi più importanti svolto negli ultimi anni per i più bisognosi quello della mensa della solidarietà, un progetto portato avanti in collaborazione con l’amministrazioni comunale e un gruppo di volontarie. “Tante – ha aggiunto il sindaco Borsellino nella lettera alla madre superiora delle Suore Figlie di Sant’Anna pubblicata su Facebook – sono le attività da esse svolte, la catechesi, la cura dei ragazzi e delle famiglie, l’attenzione per le persone più fragili ed in ultimo l’organizzazione e la guida della Mensa della Solidarietà presso la Rettoria della Parrocchia Sant’Antonio di Padova dove chi è solo e bisognoso trova accoglienza e un pasto caldo. Il tutto, per quanto riguarda la mensa, in collaborazione e con il contributo del comune presente con un costante sostegno sin dalla nascita della stessa”. “La comunità di Cattolica Eraclea – ha concluso il sindaco – ha bisogno delle suore, non di una suora in particolare ma delle Suore Figlie di Sant’Anna e questo voglio ribadirlo con forza. Vi prego, accogliete i sensi della mia rispettosa e devota richiesta che porgo a nome mio e dell’intera comunità che rappresento. Impegnatevi, per quanto vi è possibile, affinché Cattolica Eraclea non perda un bene tanto prezioso”.

Da: Giornale di Sicilia