Eraclea Minoa off-limits: l’erosione costiera avanza, chiuse le strade di accesso in spiaggia

Alberi che continuano a cadere come birilli, stabilimenti balneari minacciati dalle mareggiate. Scattano nuovi divieti mentre si apre la stagione turistica, Eraclea Minoa off limits per l’erosione costiera. Gli uomini della polizia municipale, diretti dal comandante Pasquale Campisi, ieri – in ottemperanza a due ordinanze dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente e della Capitaneria di porto empedoclina – hanno chiuso con delle transenne anche le tre strade di accesso in spiaggia e nei locali. Già da diversi mesi sono in vigore vari “divieti di accesso, transito e sosta di persone e autoveicoli, nonché la balneazione e lo stazionamento di unità navali fino alla cessazione del pericolo”. Adesso anche le strade sono state sbarrate con delle reti metalliche in cui campeggiano i cartelli con i “divieti di fruizione delle spiagge e della pineta, di circolazione e sosta delle persone”. Una “mazzata” per l’economia locale.

“Ad Eraclea Minoa sono stati chiusi tutti gli accessi al mare. Invece di effettuare i lavori per salvare la spiaggia si è deciso di chiudere tutto. Questa è la fine di Eraclea Minoa”, ha scritto ieri su Facebook, condividendo foto e video, il responsabile di Mareamico Agrigento Claudio Lombardo. “Negli ultimi anni – ha aggiunto – l’erosione costiera ha fatto sparire più di 150 metri di spiaggia dorata e almeno 50 metri di boschetto. La Regione Siciliana, l’anno scorso, aveva stanziato più di 4 milioni per cercare di salvarle ciò che resta, ma ad oggi non si è visto nulla. Sta arrivando l’estate e, invece di cercare di salvare il salvabile, hanno deciso di chiudere tutto. C’è il divieto di balneazione, divieto di transito e sosta, divieto di pesca e divieto di ancoraggio. E nel frattempo, in assenza di rimedi, la natura continua la sua azione distruttiva”.

Per rimuovere i pericoli rappresentanti anche da numerosi alberi disseminati sulla battigia saranno necessari lavori urgenti e straordinari. Diversi gli interventi di rimozione di tronchi e rami già realizzati nei mesi scorsi, ma dopo l’ultimo intervento è scattata una denuncia contro ignoti per danni ambientali  e un’area boschiva di 1.000 metri quadrati di è stata sequestrata dagli uomini del corpo forestale su disposizione della procura della Repubblica di Agrigento. Adesso il comune, prima di intervenire, vuole vederci chiaro per evitare di commettere errori. La rimozione di alberi e detriti dal litorale servirà, in particolare, ad eliminare i pericoli che impongono il divieto di accesso in spiaggia con conseguenti ricadute negative per ristoranti e strutture ricettive del posto che danno lavoro a diverse famiglie.

Questa la situazione in attesa che si concluda l’iter burocratico del progetto anti-erosione da 4 milioni di euro, finanziato dalla Regione, che prevede la realizzazione di tre pennelli sub-ortogonali alla linea di costa, realizzati con materiale lapideo, e il ripascimento artificiale con l’utilizzo della sabbia del porticciolo turistico di Siculiana Marina. Un’opera che “tenta di porre un argine al processo di erosione del tratto di costa che va da Capo Bianco verso est, per circa 2 chilometri. Saranno privilegiate tipologie di opere non invasive dal punto di vista paesaggistico e ambientale”, come ha spiegato in più occasioni il governatore Nello Musumeci sottolineando che “la tutela dell’ambiente e delle coste è prioritaria” per la Regione Siciliana. Ormai da due mesi il progetto, redatto dagli uffici del commissario di governo coordinati da Maurizio Croce, è stato reso pubblico per la valutazione d’impatto ambientale, nel giro di due mesi – secondo i tempi indicati Palazzo d’Orleans – si dovrebbe procedere con l’indizione della gara d’appalto. Da considerare anche i tempi necessari per eventuali ricorsi amministrativi.