Erosione ad Eraclea Minoa, Legambiente: ”Interventi artificiali potrebbero essere rimedi peggiori del male”

 

 “Sosteniamo che l’erosione ad Eraclea Minoa è riconducibile a fatti naturali difficilmente mitigabili con interventi artificiali che potrebbero essere rimedi peggiori del male che si vuole contrastare. Il sistema costiero è molto complesso e prima di poter intervenire occorre raccogliere una mole di dati di osservazione pluriennale sulle correnti e sulle dinamiche dei sedimenti tale da supportare le eventuali soluzioni progettuali”.  Lo ha dichiarato ieri al Giornale di Sicilia, Daniele Gucciardo, vicepresidente del circolo Rabat di Legambiente Agrigento, a proposito del progetto anti erosione finanziato dalla Regione ad Eraclea Minoa.

Legambiente sarebbe pronta a presentare delle osservazioni al progetto in sede di valutazione di impatto ambientale. Così si è espressa in una nota nei mesi scorsi Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia.

“Erosione della spiaggia di Eraclea Minoa: valutazioni di carattere tecnico-scientifico sconsigliano decisamente il ricorso a sistemi rigidi, come le barriere frangiflutti, o la trasformazione, anche solo temporanea, dell’arenile in una lunga scogliera mediante la collocazione di massi. L’erosione della spiaggia di Eraclea Minoa è un problema che deve essere affrontato in maniera tale che, per arginare il danno di oggi, non si creino le condizioni per aggravarlo nel tempo, compromettendo irrimediabilmente uno dei litorali più suggestivi dell’intera Sicilia. A fare riflettere sulla inopportunità di mettere in campo soluzioni come quelle praticate tra la metà degli anni ’80 e gli inizi del ’90 in diversi tratti della costa agrigentina, con la realizzazione di barriere frangiflutti, basterebbe l’esempio delle vicine spiagge di San Leone, cioè quelle del Viale delle Dune, un tempo estese centinaia di metri ed oggi di piccolissime dimensioni o, in alcuni casi, non più esistenti”

L’emergenza in corso ad Eraclea Minoa impone, quindi, una riflessione quanto più possibile approfondita e le strade che si intraprenderanno dovranno tenere conto di queste esperienze nefaste del passato e, soprattutto, del punto di vista scientifico e della prospettiva che da questo discende: non si tratta di mettere in salvo semplicemente sul piano commerciale la stagione estiva, bensì di adottare misure a rimedio che assecondino piuttosto che contrastare il corso dei processi naturali in luoghi che sono ad alta naturalità e che l’attività umana ha cercato invece di piegare ad ogni costo ai propri bisogni. In ragione di ciò ed alla luce di quanto emerso nella recente riunione della Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, presieduta dall’on. Giusy Savarino, chiediamo alla stessa, e all’assessore al ramo, Salvatore Cordaro, di volere prendere in esame la nota di carattere tecnico- estesa dal geologo Marco Interlandi di Legambiente Sicilia, conoscitore del tratto di litorale interessato dal fenomeno erosivo e che, in passato, ha pure collaborato a progetti di ripascimento. Inoltre, riteniamo opportuno realizzare un incontro sui luoghi, anche pubblico, con tutti gli enti a vario titolo coinvolti – Regione, Amministrazioni comunali – e con il contributo delle associazioni ambientaliste, per soppesare tanto l’efficacia quanto ogni conseguenza in termini di impatto ambientale dei rimedi cui si intenderà fare ricorso”.