Entrano nel vivo le attività del progetto “Interfacciamo” promosso dal Cif “Don Minzoni” di Cattolica Eraclea, un percorso di educazione digitale per l’orientamento e la prevenzione dell’uso del web. Coinvolti nel progetto giovani, bambini e genitori. Ieri, nei locali della parrocchia Sant’Antonio Abate, si è svolta un’altra sessione a cura dell’ingegner Antonino Maniscalco, tra i relatori del progetto che ha visto coinvolti in precedenti incontri anche  lo psichiatra Paolo Antonio Falco, responsabile del Sert di Ribera; la psicologa Giuseppina Lazzara e l’ispettore superiore della Polizia postale Michele Fiore.

Gli obiettivi specifici del progetto: “Far acquisire ai ragazzi e ai loro genitori consapevolezza del valore della loro persona e delle relazioni con l’altro, approfondendo gli aspetti emotivo-affettivi delle relazioni che essi vivono, evidenziando i fattori di rischio dell’abuso del web e promuovendo uno scambio fecondo all’interno del gruppo come stile di comunicazione non superficiale. Comprendere l’importanza dell’uso corretto del codice linguistico nelle sue diverse forme. Comprendere l’importanza dell’influenza della percezione individuale sulla comprensione di un messaggio

Introduzione al laboratorio. Conoscenza del gruppo e presentazione. Stimolare la creatività e la partecipazione critica. Introduzione laboratorio, libera espressione dei ragazzi, prima comprensione dei rischi della rete. Riconoscere le emozioni e saperle collocare nel contesto che le ha provocate.  Comprendere quali sono i propri bisogni, le proprie aspettative passando attraverso la consapevolezza dei propri limiti (stimolo alla crescita) e delle proprie potenzialità (per non sentirsi inutili).

Obiettivi generali. Ridurre i rischi causati dai “pericoli nascosti” a cui sono predisposti i preadolescenti e gli adolescenti che utilizzano strumenti di comunicazione informatici attualmente disponibili in rete; Responsabilizzare i ragazzi e le famiglie destinatari dell’intervento rispetto alle conseguenze estreme, anche gravi, che determinati comportamenti o atteggiamenti possono comportare ai ragazzi influenzabili dai contenuti e dalle potenzialità del mondo virtuale; Rafforzare le relazioni intra ed extra familiare consolidando rapporti di fiducia e rispetto reciproco.

Laboratorio informatico. Supporto al controllo della fruizione di contenuti “pericolosi” da parte di minori attraverso internet. Al fine di dotare i genitori interessati di strumenti di filtro e controllo dei siti internet, si realizzeranno: una selezione di strumenti free e open source per l’installazione di programmi di parental control sul pc di casa/scuola e predisposizione del materiale sul sito del progetto a disposizione dei genitori; formazione ai genitori per la configurazione personalizzata degli strumenti di parental control sui pc di  casa, nonché di informazione e sensibilizzazione sui rischi derivanti da un utilizzo non protetto della rete. Si approfondiranno: i social networks, chat e instant messagging, pubblicazione di contenuti (youtube); come la pedofilia utilizza la rete (esempi e casi); come si manifestano cyberbullismo, cyberstalking; strategia di tutela dei minori (softwares, tecniche e strategie utilizzabili).

”Il 90% dei genitori non controlla smartphone e navigazione dei figli”

“Circa il 90% dei genitori, nell’Agrigentino e non solo, purtroppo non usa nessun sistema di controllo degli smartphone e della navigazione in internet dei figli minori, il nostro obiettivo è quello di far comprendere quali sono i rischi e fornire ai genitori degli strumenti utili per la prevenzione nell’uso del web e dei social network”. Lo ha detto l’ingegner Antonino Maniscalco, tra i docenti del progetto “Interfacciamo” promosso dal Cif “Don Minzoni” a Cattolica Eraclea, un percorso di educazione digitale per l’orientamento e la prevenzione dell’uso del web. Coinvolti nel progetto, che si svolge nei locali della parrocchia Sant’Antonio Abate, giovani, bambini e genitori. Tra gli altri relatori, nei precedenti incontri, anche lo psichiatra Paolo Antonio Falco, responsabile del Sert di Ribera; la psicologa Giuseppina Lazzara e l’ispettore superiore della Polizia postale Michele Fiore.

“Solitamente – ha aggiunto Maniscalco – si acquista un telefono, si mette la sim e si dà in mano al bambino in pizzeria, al ristorante o in casa con amici pur di farlo stare tranquillo. Senza sapere che questo dispositivo, che è fondamentalmente uno strumento utile e importante per tutti, rappresenta pro e contro delle attività di libera informazione, chiamiamola così. Diversi i rischi legati alla navigazione su internet attraverso smartphone, tablet e pc: dal cyberbullismo al sexyting, dalla pedofilia alle dipendenze. L’obiettivo del progetto – ha proseguito l’ingegnere – è quello di fornire gli strumenti ai genitori in modo da aiutarli a comprendere quali sono le applicazioni o le metodologie utilizzabili per mitigare un po’ questi rischi. E’ ovvio che non si possono annullare nella loro complessità, ma un sistema di parental control o un sistema di controllo anche utilizzando gli account di Google ordinario potrebbe fare già tanto. Il consiglio è di seguire i propri figli passo passo, non di annullare ma di mitigare l’utilizzo dello smartphone o del tablet”.

I genitori che partecipano al percorso saranno formati per la configurazione personalizzata degli strumenti di parental control su pc, tablet e smartphone, nonché informati e sensibilizzati sui rischi derivanti da un utilizzo non protetto della rete. Si approfondiscono: i social networks, chat e instant messagging, pubblicazione di contenuti (youtube); come la pedofilia utilizza la rete (esempi e casi); come si manifestano cyberbullismo, cyberstalking; strategia di tutela dei minori (softwares, tecniche e strategie utilizzabili). Il progetto “Interfacciamo” punta a “ridurre i rischi causati dai pericoli nascosti a cui sono predisposti i preadolescenti e gli adolescenti che utilizzano strumenti di comunicazione informatici attualmente disponibili in rete; responsabilizzare i ragazzi e le famiglie destinatari dell’intervento rispetto alle conseguenze estreme, anche gravi, che determinati comportamenti o atteggiamenti possono comportare ai ragazzi influenzabili dai contenuti e dalle potenzialità del mondo virtuale; rafforzare le relazioni intra ed extra familiare consolidando rapporti di fiducia e rispetto reciproco”.