Trivelle per sali potassici a ridosso della foce del Platani, ecco l’area interessata dal progetto

Ricerca sali potassici a ridosso della foce del Platani, affissi oggi avvisi del comune di Cattolica Eraclea.

Il servizio Via dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha comunicato la procedibilità dell’istanza presentata da General Mining Research Italy s.r.l. “relativa al permesso di ricerca per Sali potassici ed alcalini Eraclea nel territorio dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera”. Le amministrazioni, gli enti territoriali nonché qualsivoglia altro soggetto interessato hanno facoltà di presentare osservazioni entro 45 giorni (a partire dal 21 maggio 2018). Ecco le osservazioni alla richiesta esposte dal presidente del WWF   Sicilia  Area  Mediterranea Giuseppe Mazzotta in una lettera inviata all’assessorato regionale Territorio e Ambiente il 23 settembre 2017.

OGGETTO:   OSSERVAZIONE alla  richiesta  di  “Permesso  di  ricerca  per  Sali  potassici  e  alcalini “Eraclea”  in territorio dei comuni di  Ribera e Cattolica Eraclea”, ai fini  della  assoggettabilità  a  VIA  ai  sensi  dell’art.  20  del  D.Lgs 152/06  e  s.m.i.,  presentata  dalla  General  Mining  Research  Italy srl. 

In  riferimento  a  quanto  in  oggetto,  il  WWF  o.a.  Sicilia  Area  Mediterranea manifesta la propria preoccupazione per come un atto di così grave  impatto sul territorio viene trattato in piena calura estiva. Ciò premesso, si osserva quanto segue.

Nella  regione  in  studio,  della  superficie  di  9,62  kmq  (ha  962),  l’area  non soggetta a  vincoli  è poco meno di un decimo!  Per il resto il territorio presenta regimi  vincolistici  di  diversa  natura  in  ragione  della  specificità  naturalistica  e paesaggistica dei diversi areali che devono perciò essere preservati da episodi anche minimi di impatti ambientali. Nella zona perimetrata dalle ricerche si evidenziano diverse  aree con  tutela di livello 3  il cui regime normativo,  introdotto  dal Piano Paesaggistico Provinciale, li salvaguarda,  per il rilevante pregio ambientale,  da qualsiasi  attività di ricerca che  non  sia  finalizzata  al  potenziamento  dell’ecosistema  vegetale,  alla salvaguardia  idrogeologica  ed  al  mantenimento  dell’habitat  con  le  relative funzioni ecologiche. Sono,  altresì,  presenti  aree  soggette  a  vincoli  forestali  ai  sensi  del  D.lgs. 227/01  laddove si evidenziano  corridoi ecologici di importanza naturalistica ed ecosistemica la cui salvaguardia permette la conservazione degli habitat e delle specie  presenti indispensabili per l’equilibrio ambientale e  per  l’integrità dei siti. Per non parlare del Fiume Platani  Alico  e del suo paesaggio fluviale  ricco di torrenti e di corsi d’acqua che devono essere tutelati con le loro fasce di rispetto di 150 metri così come prescritto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ai sensi dell’art.142 del D.lgs. 42/2004.

Sempre  nell’area  d’interesse  ricadono  case  ed  immobili  con  aspetti  aventi valori estetici tradizionali e memoria storica, nonché siti con minerali, fossili e  singolarità  geologiche  significative  unitamente  ad  ambiti  con  percorsi panoramici  e  spazi  di  belvedere  che  offrono  al  pubblico  spettacoli  di  vera bellezza  naturale  che  oltre  ad  essere  incompatibili  con  miniere  e  forme estrattive  sono sottoposte al vincolo paesaggistico secondo l’art. 136 del D.lgs. 42/2004. Inoltre,  esistono  diverse  aree  già  censite  dall’ARTA  come  siti  interessati  da dissesti  idrogeologici  e  perciò  inserite  nel  Piano  per  l’Assetto  Idrogeologico (PAI)  con pericolosità P 2. Con il risultato  che si presentano  vincolati  e quindi impossibilitati ad accogliere indagini geognostiche dirette ed indirette.

In alcune zone non protette, per altro alquanto limitate, verrebbero eseguite una o due perforazioni con profondità compresa tra i 50 ed i 600 metri dal p.c. con la possibilità – non è da escludere – “di esecuzione contemporanea di più sondaggi di  diverse  caratteristiche  tecniche  specie  nelle  aree  dove  è  possibile  un ritrovamento  di  strati  mineralizzati  a  profondità  modesta”  (vedi  pag.  11 Cronoprogramma Attività di Ricerca). Senza dire che perforazioni così profonde potrebbero avere ripercussioni sulle falde  acquifere  di  fondo,  con  riverberi  negativi  sull’equilibrio  idrogeologico sotterraneo. Con  la  conseguenza  che  per  motivi  esclusivamente  mercantili  vengano  ad aversi  nell’insieme,  per produzione di sterri e riporti,  ripercussioni  ed incidenze negative i cui  riflessi  cadrebbero sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati in tutto quel vasto territorio dichiarato dai Comuni di Ribera e Cattolica Eraclea a vocazione turistica.

Un territorio, dunque, che merita  assoluta protezione in quanto considerato tra i più  fertili  della  provincia  agrigentina  proprio  perché  interessato  da  colture intensive  di  alta  qualità  tra  le  quali  spiccano  per  importanza  economica  e commerciale  la pregiata  Arancia di Ribera  che di recente ha ottenuto  –  unica in Europa – il riconoscimento di Arancia a Denominazione di Origine Controllata (D.O.P.). E poi ancora  le Olive  della varietà “Biancolilla”,  il cui  cultivar  rientra nella  Indicazione  Geografica  Protetta  (I.G.P.)  e  la  famosissima  “Fragolina  di Ribera”  che  per  la  sua  fragranza  è  stata  sempre  motivo  di  vanto  territoriale, riconosciuta anche come Presidio Slow Food.

Altro  motivo di preoccupazione è  costituito  dalla elevata vicinanza  del  territorio d’interesse  dall’area  S.I.C.  “Foce  del  Magazzolo,  Foce  del  Platani,  Capo Bianco, Torre Salsa”, che proprio nell’imboccatura della  foce del fiume Platani si  espande  in  un  corridoio  ecologico  di  particolare  rilievo  per  i  siti  di  “Natura 2000”, che trovandosi a poche centinaia di metri a valle non può che risentire in modo pesante da eventuali attività estrattive di monte. In ultimo, si sottolinea la estrema vicinanza  della perimetrazione riguardante il progetto  che  nella  sua  porzione  di  sud-est  quasi  ingloba  il  Laghetto  Gorgo, ricadente nel territorio del comune di Montallegro, conosciuto  tra  le prime oasi naturalistiche dell’Isola,  attrezzato  per le visite guidate e l’accesso del pubblico a cura della L.I.P.U. Nello  specifico, trattasi di  un bacino artificiale  completamente rinaturalizzato  (di proprietà  di  ESA-Ente  di  sviluppo  agricolo),  comprendente  diverse  tipologie ambientali,  che  ormai  è  diventato  luogo  di  svernamento  e  stazionamento  di innumerevoli specie di volatili fra i quali spiccano  Cormorani,  Svassi,  Moriglioni, Morette, Aironi cenerini, Garzette, Nitticore e numerose altre specie.

Per quanto sopra esposto, si ritiene che il progetto debba essere assoggettato alle più rigorose valutazioni di impatto ambientale, che per le motivazioni  sopra esposte non potranno che risultare  ostative  alla  “ricerca per  Sali  potassici  e alcalini  “Eraclea”  in territorio dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea”.