La Settimana Santa in diretta streaming su Facebook grazie a una lodevole iniziativa di CattolicaEracleaOnline patrocinata dal Comune di Cattolica Eraclea “al fine di continuare a preservare, con immutato trasporto, la passione per questi antichi riti e farli continuare a rivivere ai tanti cattolicesi impossibilitati a seguirli di presenza”.  

La processione del venerdì mattina. L’urna tutta in legno dove si trova il Cristo morto e la Madonna Addolorata, sono entrambe portate a spalla dalle confraternite, denominate “Cappe”. Persone di età varia tutti del luogo che indossano una tunica ed un cappuccio entrambi di colore bianco, ma differiscono nel colore della mantellina secondo la parrocchia di appartenenza (gialli la Mercede, blu il Rosario e rosa le donne). L’ambiente è reso triste dal silenzio, dai canti in vernacolo e dai “Lamenti”, antiche strofe corali funebri di quattro versi che vantano localmente una antica tradizione. La processione si dirige verso il monte San Calogero dove è ubicato il Calvario, uno scenario meraviglioso molto simile allo storico Golgota, come si legge sul sito del comune. Contornato da pini e abeti, nella maestosità del suo isolamento dal centro abitato è arricchito dalle 14 cappellette della Via Crucis costruite in pietra bianca e dalla chiesetta di San Calogero.  All’arrivo al Calvario il simulacro del Cristo morto viene crocifisso sulla Croce da due sacerdoti, mentre ai piedi della croce viene sistemata la Madonna Addolorata. La sera il momento della funzione diventa di maggiore suggestione. Allo spuntare della prima stella, il Cristo morto viene tolto dalla Croce, deposto in un’artistica urna in legno di pioppo del 1663, e unitamente al simulacro della Madonna dell’Addolorata, vengono portati a spalla dalle “Cappe”, in una sontuosa processione che si snoda lentamente (tre passi avanti e uno indietro) lungo le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale che intona un canto tradizionale chiamato “Ah! Si, versate lacrime”. Il sabato santo si svolge in chiesa la funzione della Risurrezione, dove a mezzanotte al suono delle campane, viene tolto il drappo che copre il simulacro del Santo Salvatore.