Entra nel vivo la Settimana Santa, una delle tradizioni più antiche e suggestive di Cattolica Eraclea, va dalla domenica delle Palme sino alla domenica di Pasqua. La solennità della domenica delle Palme si è aperta, come sempre, con un tripudio di palme e ramoscelli d’ulivo in processione dalla chiesa della Mercede sino ad arrivare alla chiesa Madre. Dal lunedì al giovedì i momenti religiosi e di riflessione all’interno delle chiese. Il giovedì santo, dopo la celebrazione della santa messa e della lavanda dei piedi degli Apostoli prende il via la processione della Madonna Addolorata, portata a spalla dalle donne della confraternita, che visita tutte le chiese dove all’interno ai piedi dell’altare maggiore si trovano piante, fiori e vasi di grano germogliati al buio chiamati “Lavureddu”. In ogni chiesa l’Addolorata viene accolta con dei canti in dialetto denominati “Lamenti”. Un momento di emozione vissuto con partecipazione e stupore. Il venerdì santo, è il giorno più sublime dell’intera settimana santa, dove tra tradizione, suggestione e misticismo si rende la funzione ancora di più affascinante.

La processione del venerdì mattina comincia intorno le ore 12.00 dalla chiesa Madre. L’urna tutta in legno dove si trova il Cristo morto e la Madonna Addolorata, sono entrambe portate a spalla dalle confraternite, denominate “Cappe”. Persone di età varia tutti del luogo che indossano una tunica ed un cappuccio entrambi di colore bianco, ma differiscono nel colore della mantellina secondo la parrocchia di appartenenza (gialli la Mercede, blu il Rosario e rosa le donne). L’ambiente è reso triste dal silenzio, dai canti in vernacolo e dai “Lamenti”, antiche strofe corali funebri di quattro versi che vantano localmente una antica tradizione. La processione si dirige verso il monte San Calogero dove è ubicato il Calvario, uno scenario meraviglioso molto simile allo storico Golgota, come si legge sul sito del comune. Contornato da pini e abeti, nella maestosità del suo isolamento dal centro abitato è arricchito dalle 14 cappellette della Via Crucis costruite in pietra bianca e dalla chiesetta di San Calogero.  All’arrivo al Calvario il simulacro del Cristo morto viene crocifisso sulla Croce da due sacerdoti, mentre ai piedi della croce viene sistemata la Madonna Addolorata. La sera il momento della funzione diventa di maggiore suggestione. Allo spuntare della prima stella, il Cristo morto viene tolto dalla Croce, deposto in un’artistica urna in legno di pioppo del 1663, e unitamente al simulacro della Madonna dell’Addolorata, vengono portati a spalla dalle “Cappe”, in una sontuosa processione che si snoda lentamente (tre passi avanti e uno indietro) lungo le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale che intona un canto tradizionale chiamato “Ah! Si, versate lacrime”. Il sabato santo si svolge in chiesa la funzione della Risurrezione, dove a mezzanotte al suono delle campane, viene tolto il drappo che copre il simulacro del Santo Salvatore.