Dopo le ordinanze della Capitaneria di Porto Empedocle e del sindaco di Cattolica Eraclea Santino Borsellino arriva anche quella della Regione siciliana ad Eraclea Minoa: “Divieto di fruizione delle spiagge, di circolazione e di sosta alle persone”. Eraclea Minoa off limits. Ieri, sulla questione, si è svolta l’assemblea pubblica promossa dall’opposizione per fare il punto della situazione anche alla luce delle audizioni in commissione Territorio e Ambiente all’Ars. Adesso si attende una risposta dalla Regione nel giro di due settimane per capire se con un intervento urgente della Protezione civile sarà possibile mettere una barriera paramassi in attesa di un’opera di salvaguardia definitiva che richiede altri tempi.

Erosione Eraclea Minoa, istanza di finanziamento non presentata

A proposito del progetto da circa 5 milioni di euro redatto dall’ingegnere Antonio Viviano per conto del comune, la cui istanza di finanziamento non è stata presentata in tempo nell’ambito del bando PO FESR (misura 5.1.1a), così si è espresso il sindaco: “Non abbiamo presentato istanza, me ne assumo responsabilità”. In pratica: da due anni si discute di erosione costiera e della necessità di intervenire, era stato deciso di presentare un nuovo progetto per partecipare a un bando e questa era stata individuata anche come la procedura più rapida, ma poi non è stata presentata l’istanza di finanziamento del comune mandando sostanzialmente in fumo una spesa di 80mila euro, come emerso dalle audizioni all’Ars. Questo il sindaco lo sapeva già ad ottobre, ma continuava di fatto a tenerlo nascosto nelle sue dichiarazioni alla stampa fino a quando la verità non è venuta a galla il 16 gennaio scorso, cioè quando l’assessore  regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro ha mandato a dire al primo cittadino, che aveva fatto delle dichiarazioni al quotidiano La Sicilia, quanto segue: “Abbiamo a cuore la salvaguardia della costa siciliana e faremo ciò che è necessario per invertire la tendenza e restituire alla terra ciò che il mare sta rubando. Siamo molto preoccupati – ha detto Cordaro – dall’inefficienza mostrata dall’Amministrazione comunale di Cattolica Eraclea che, non presentando il progetto nei termini previsti dall’apposito bando, ha perso il diritto di accedere ai fondi PO FESR destinati al recupero delle coste. Insieme agli uffici dell’Assessorato – ha aggiunto l’assessore – stiamo già valutando come sopperire alla inerzia mostrata dal Comune di Cattolica. Rimane all’attenzione di questa Amministrazione la modalità attraverso cui, reperite le risorse, garantire la corretta e sollecita realizzazione dei lavori, che dovranno essere progettati ed eseguiti da chi ha la competenza per portare a termine tale importantissima opera”. Il progetto, predisposto dal Comune di Cattolica Eraclea, era stato validato dagli uffici dell’Assessorato Territorio e Ambiente il 17 ottobre scorso ma non è stato depositato alla scadenza del 24 ottobre.

Di chi è la colpa? Del sindaco, del rup, del progettista?

Se il sindaco davvero intende assumersi la responsabilità spieghi a questo punto di chi è la colpa – direttamente sua? del progettista? del rup? – e quali provvedimenti sono stati o saranno eventualmente presi? Poi, rispetto al silenzio di queste settimane mentre anche le tv nazionali si occupavano del caso Eraclea Minoa, questa la dichiarazione del primo cittadino: “Ho l’obbligo, adesso, di informare i cittadini sulla questione relativa all’erosione del litorale di Eraclea Minoa”. Il sindaco, probabilmente, aveva l’obbligo di dare comunicazioni anche prima e non solo adesso. Ma come? Informa i cittadini su Facebook che la raccolta differenziata raggiunge il 72% (senza certificarlo, al momento) e non sente l’esigenza di dire ai cittadini che sono stati persi 4 milioni e 600 mila euro di finanziamento per non aver presentato l’istanza dopo aver speso 80 mila euro per presentare lo studio di fattibilità per una questione di cui si discute ininterrottamente da due anni?

Teatro greco di Eraclea Minoa, M5s chiede audizione all’Ars

A proposito di Eraclea Minoa, è di ieri la richiesta di audizione in commissione Beni culturali all’Ars sul teatro greco abbandonato a se stesso avanzata dalla deputata regionale del Movimento 5 stelle Roberta Schillaci. “Un progetto di recupero del teatro sembrerebbe esserci già e se così fosse, vogliamo capire perché giace nei cassetti”, ha scritto la parlamentare M5s. Un finanziamento per un progetto di restauro, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Eraclea Minoa, dell’importo di 2.019.177 euro, già redatto nel 2014, è stato inserito nell’elenco dei progetti del Patto per la Sicilia firmato dal premier Renzi e dal governatore Crocetta ad Agrigento davanti al tempio della Concordia. Iniziativa alla quale partecipò l’attuale sindaco cattolicese che in quel periodo ricopriva il ruolo di vice sindaco. Il progetto, oltre alla ristrutturazione di alcuni edifici nell’area archeologica, compreso l’antiquarium, comprende anche la manutenzione conservativa delle strutture del teatro, la nuova copertura e l’illuminazione scenografica. Ma a quanto pare il progetto, che necessitava di aggiornamenti da parte dei tecnici della Soprintendenza, non è stato presentato. Cosa ha fatto in questi mesi l’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea? Dando un’occhiata all’elenco dei finanziamenti per il Patto per il Sud ha chiesto chiarimenti per capire la situazione e sollecitare la presentazione del progetto?