Mariella Ippolito incontra Enrico La Loggia: “I nostri papà protagonisti di una storia democratica, cattolica ed autonomista”

“Un La Loggia e un’Ippolito 50 anni dopo. A parlare dei nostri papà, sindaco e vice sindaco di un piccolo paese come Cattolica Eraclea, nella Sicilia dei primi anni Sessanta, ma anche protagonisti di una storia democratica, cattolica ed autonomista che ancora oggi, più che mai, vanta la sua dirompente forza sociale”. Lo ha scritto su Facebook l’assessore regionale al Lavoro, Famiglia e Politiche sociali, Mariella Ippolito, condividendo alcune foto con Enrico La Loggia, ex ministro per gli Affari Regionali nei Governi Berlusconi II e III, anche lui originario di Cattolica Eraclea, scattate nei giorni scorsi a Palermo a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018.

Da Giuseppe La Loggia a Mariella Ippolito, dopo 70 anni un’altra cattolicese ai vertici della Regione siciliana. Mariella Ippolito, farmacista di Cattolica Eraclea, presidente dell’Ordine di Farmacisti di Caltanissetta,  tra i componenti della giunta regionale guidata dal presidente Nello Musumeci, è candidata alla Camera nella lista Noi con l’Italia-Udc. “Mariella Ippolito è un volto della società civile che sarà in grado di svolgere un ruolo di governo – ha detto il deputato Roberto Di Mauro -. Il padre, Gaspare Ippolito, è stato segretario della Dc per 40 anni e sindaco di Cattolica Eraclea e lei ha esperienze nell’ambito amministrativo, essendo impegnata, tra le altre cose, nella Farmacia sociale”. Mariella Ippolito è  titolare di una farmacia a Milena, in provincia di Caltanissetta, ed è stata candidata alle elezioni regionali nel collegio nisseno, con la lista “Popolari e Autonomisti”, dove ha conquistato 2.118 voti di preferenza.

Giuseppe La Loggia, oltre a sedere tra i banchi del parlamento regionale e nazionale, fu anche presidente della Regione e più volte assessore regionale oltre che sindaco di Cattolica Eraclea. Giuseppe La Loggia si avvia alla politica giovanissimo, alla scuola del padre Enrico, antifascista, demolaburista, autore di un fortunato libretto, “Ricostruire”, dove si teorizza il “riparazionismo”, e che diventa “il manifesto degli autonomisti unitari”. Subito dopo l’armistizio firma la dichiarazione antiseparatista del 24 ottobre 1943 del Fronte unico siciliano redatta da Enrico La Loggia, dove si riafferma, “nel sicuro auspicio della più rapida e totale liberazione della Patria”, la volontà della Sicilia “che sia mantenuta intatta l’unità d’Italia”. Fu eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nel 1947, dove rimase sino al 1967 per la Democrazia Cristiana. Divenne subito Assessore all’agricoltura e foreste sotto il primo e secondo governo Alessi (dal 30 maggio 1947 all’8 marzo 1948 e dal 9 marzo 1948 all’11 gennaio 1949) e in seguito Assessore alle finanze sotto il primo e il secondo governo Restivo (dal 12 gennaio 1949 fino alla fine della legislatura e dal 20 luglio 1951 fino alla fine della legislatura). Dal 1955 al 1956 ricoprì il ruolo di Presidente dell’Ars. Nel 1956 venne eletto Presidente della Regione Siciliana.