U’ DU’ DI NOVEMBRI                         IL DUE DI NOVEMBRE

 

Li vecchi l’hannu ‘n cori e ni la testa,     I vecchi l’hanno nel cuore e nella testa,

pi li picciotti è ‘na data remota,              per i giovani è una data remota, passata,

pi natri addevi era ‘na gran festa:           per noi bambini era una grande festa:

‘u jornu di li morti di ‘na vota!                il giorno dei defunti di una volta!

 

La sira s’aspittava l’innumani                  La sera si aspettava l’indomani

allegri, eccitati assai cuntenti.                 allegri, eccitati assai contenti.

Cu’ lu vistitu novu e tabaré ‘n mani        Con il vestito nuovo ed il vassoio in mano

si iva a fari u’ giru de’ Parenti.                si andava a fare il giro dei Parenti.

 

Ognunu un rigalu ci mittiva,                  Ognuno vi metteva un regalo,

ora di unu o l’atru familiari;                    ora di uno o dell’altro familiare;

a picca a picca u’ tabaré s’inchiva,          a poco a poco il vassoio si riempiva,

era ‘na gioia sulu a taliari.                       era una gioia soltanto a guardarlo.

 

A lu mezzu “Dama” e Cavallangeru”    Al centro la “Dama” e il “Cavaliere”

di zuccaru fatti, e cosi duci                     fatti di zucchero, e dolci

tanti quanti mettiri putèru,                      tanti quanti se ne potevano mettere,

frutta marturana, mennuli e nuci.           frutta di marzapane, mandorle e noci.

 

“Eni da’ Mamma, da’ Nonna, da’ Zia,    “E’ della Mamma, della Nonna, della Zia,

di lu Papà, Nonnu, Frati o Frateddi       del Papà, Nonno, Fratello o Cugini

ti cuntavanu, e pensanu a tia;                 ti raccontavano, e pensano a te;

sunnu ‘nzemmula cu li Santiceddi”.       sono assieme ai Santi”.

 

Era chistu un modu di ricurdari             Era questo un modo di ricordare

Pirsuni cari morti, vivi ‘n cori,               Persone care morte, vive nel cuore,

ca prima o poi a ma ghiri a truvari        che prima o poi andremo a trovare-raggiungere

quannu la vita ca  finisci e mori.            quando qui la vita ha termine e si muore.

 

S’avìa accussì di Vera Famiglia             Si aveva così della Vera Famiglia

l’Unioni, l’Affettu, la Fratillanza,           l’Unione, l’Affetto, la Fratellanza,

Rispettu e l’Amuri ca u’ cori piglia        Rispetto e l’Amore che riempie il cuore

furmannu ‘n paci lieta comunanza.        formando nella pace lieta comunanza.

 

Ma ora chistu è tempu modernu,           Ma oggi questi son tempi moderni,

la gioventù in atri modi impazza;          la gioventù in altri modi impazza;

dall’estiru importa giochi d’infernu        dall’estero importa giochi cattivi-infernali

e contru i Valori metti curazza.              e contro i Valori indossa la corazza.

 

Unu di chisti Hallowen è chiamatu,      Uno di questi Hallowen è chiamato,

ca piglià u’ postu di li  “Defunti”.          che ha preso il posto dei “Defunti”.

Oh poviru addevu sfurtunatu,                Oh povero Bambino sfortunato,

pirdisti sia li <pupi>, ca li <cunti>!       hai perso sia le <statuette-dolci>, che i <racconti>!

 

Accussì va lu munnu scuminatu:           Così va il mondo scombinato-privo di Valori:

voli girari senz’aviri rota,                       vuole girare-migliorare senza avere la ruota-idee sane,

perciò un Beni Veru s’è scurdatu:          perciò uno dei Beni Veri ha scordato:

u’ jornu di li Morti, di  ‘na vota!         il  giorno  dei  Defunti,  di una volta!

 

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Cattolica Eraclea (Ag), 04.11.2010

Giuseppe Pennino