L’area archeologica di Eraclea Minoa sul candido promontorio di Capo Bianco

Sul candido promontorio di Capo bianco ai piedi della foce del Platani, è incastonato il sito archeologico di Eraclea Minoa. Il suo doppio nome riconduce al mito del passaggio, in una Sicilia antichissima, del semidio Eracle e del re cretese Minosse. Si narra che Minosse venne sepolto in un mausoleo in queste zone, dopo aver tentato invano di farsi restituire Dedalo dal re sicano Kokalos. Al di là del mito, l’Eraclea Minoa di cui sono visibili i resti venne fondata dai selinuntini nel VI sec a.C.,e fu spesso oggetto di contesa fra Selinunte e Akragas.

Sussistono ampi tratti della cinta muraria difensiva, con torri e porte di accesso alla città, resti di quartieri di abitazione e di un teatro: quest’ultimo, riparato dall’erosione atmosferica da una copertura, è tutt’oggi in uso quale sede di spettacoli estivi, che hanno come sfondo la falesia di Capo Bianco e le splendide spiagge sottostanti. Il materiale ritrovato durante gli scavi è conservato nell’Antiquarium all’ingresso del sito. Così, sul sito del consorzio Valle dei Templi, www.consorziodeitempli.ag.it si invitano i turisti a visitare l’area archeologica di Eraclea Minoa, tra le località più interessanti nell’Agrigentino dal punto di vista archeologico, paesaggistico e naturalistico.