Gli avvocati Santo Lucia e Giovanna Morello, difensori di Gaetano Sciortino, l’operaio di 53 anni, arrestato il 20 ottobre con l’accusa di essere l’assassino del marmista Giuseppe Miceli, brutalmente ucciso con vari oggetti contundenti nel suo laboratorio il 6 dicembre del 2015, ricorrono al tribunale del riesame e chiedono di annullare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le indagini, oltre a basarsi su immagini ricavate dalle telecamere di video-sorveglianza, sono arrivate ad una svolta quando l’indagato si è recato in un’area rurale dove i carabinieri hanno rinvenuto una scarpa, la cui impronta è risultata combaciare perfettamente con l’impronta di scarpa repertata dai carabinieri del Ris sulla scena del crimine.

L’indagato, nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere.